DAI BANCHI ALLA CABINA DI PILOTAGGIO, VASYL E DAMIANO PRONTI PER IL DECOLLO

Il contributo, erogato dalla Carifol, è finalizzato al conseguimento del brevetto di volo PPL

DAI BANCHI ALLA CABINA DI PILOTAGGIO, VASYL E DAMIANO PRONTI PER IL DECOLLO

iovolo

Consegnate le borse di studio ‘Io volo’ del valore di 5000 euro ciascuna

FOLIGNO – Vola oltre i confini della geopolitica Vasyl Holubiev, 18 anni tra un paio di mesi, padre ucraino e madre russa, che il sogno di solcare i cieli ce l’ha da quando aveva sette anni, da quando ha impugnato per la prima volta il suo primo modellino ad elica. Da allora sono passati dodici anni e oggi mentre percorre i corridoi dell’Istituto Tecnico Economico Aeronautico ‘F. Scarpellini’ ripensa a se stesso bambino e alla sua casa stipata di portachiavi, bandierine, costruzioni Lego a tema aeronautico. Non una collezione, la sua, ma una dichiarazione d’intenti. Che ribadisce anche quando Lucio Batista Reato, presidente dell’Aeroclub di Foligno, gli consegna, alla presenza del sindaco e dell’assessore all’Istruzione del Comune di Foligno, una delle due borse di studio ‘Io volo’, del valore di 5000 euro ciascuna, finanziate dalla Cassa di Risparmio di Foligno e finalizzate al conseguimento del brevetto di volo PPL. Insieme a lui, altro borsista vincitore, Damiano Capodicasa, 16 anni, figlio di un carabiniere e un’insegnante di Storia dell’Arte che, da quando, finite le scuole medie, ha assistito all’esibizione delle Frecce Tricolori, sogna di indossare l’uniforme azzurra dell’Aeronautica e sedersi al posto di guida di un aereo militare. Entrambi, Vasyl e Damiano, con la loro media che supera l’otto e mezzo, sono eccellenze della scuola ma non potrebbero essere più diversi. Eppure, ad unirli, c’è la stessa passione per il volo, la stessa adrenalina, la stessa ebrezza di staccarsi dal suolo. Vasyl, capelli biondi un po’ lunghi che gli ricadono sulla fronte, non è ancora maggiorenne ma ha già quell’aria di chi non lascia niente al caso. E’ uno di quelli, Vasyl, che se prendono nove si chiedono perché non hanno preso dieci. Nel suo sguardo determinato c’è tutta la sua storia, la partenza da Lugansk dove è nato e dove vive tuttora il nonno, l’arrivo in Italia, gli studi, l’impegno, la costanza. Ché Vasyl tiene tutto insieme. Studia, lavora nella pizzeria della madre, dà ripetizioni di matematica. E quando parla del suo futuro non usa il condizionale: vuole pilotare un Boeing 777 su tratte intercontinentali, oltre quindici ore di volo di fila. Il suo eroe è Sully Sullenberg, il pilota che nel 2009 ha trasformato il panico in soluzione facendo ammarare sul fiume Hudson l’Airbus di cui era alla guida e che aveva perso entrambi i motori dopo l’impatto con uno stormo di uccelli. Guarda in alto, oltre le nuvole, anche Damiano per cui il volo è un modo di leggere il mondo da una prospettiva diversa, da una distanza che amplifica le cose in luogo di ridurle. A chiedergli se c’è una figura di riferimento, un modello cui si ispira, risponde facendo due nomi, Bellini e Cocciolone, i due militari italiani impegnati nell’operazione ‘Desert Storm’, che, trent’anni fa, durante la Prima Guerra del Golfo, furono gli unici a rifornirsi in volo, a proseguire la missione e a colpire un obiettivo strategico di munizioni e mezzi nell’Iraq meridionale. Unisce, Damiano, il pragmatismo del padre alla visione laterale della madre. Alzarsi in quota e lasciare sotto di sé le case come puntini e i campi come macchie di colore è per Damiano un’esperienza che dà una nuova interpretazione alle cose, che riscrive la grammatica della realtà. Un’esperienza che lui vuol vivere da protagonista. Ripete le parole disciplina, autocontrollo, senso di responsabilità. Per lui, gli occhi fissi all’orizzonte, un buon pilota ha tutte e tre i talenti insieme. Più uno: la capacità di comunicare. Quella che a lui certo non manca. L’uno accanto all’altro, Vasyl e Damiano, con in mano il loro sostanzioso assegno che vale un sogno, hanno dimostrato che si può ancora credere nei giovani di oggi, in questa ‘meglio gioventù’ di cui il mondo ha sempre più bisogno.        

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